Piccole illuminazioni.

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“๐——๐—ฎ ๐˜€๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐—ป๐—ผ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ผ ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—ฐ๐—ถ๐—ผฬ€ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฒฬ€ ๐—ผ๐˜ƒ๐˜ƒ๐—ถ๐—ผ ๐—ฒฬ€ ๐—ผ๐˜๐˜๐˜‚๐˜€๐—ผ ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ณ๐˜‚๐˜€๐—ผ; ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ต๐—ฒฬ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐—ป๐—ผ๐—ถ ๐˜‚๐—ผ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ถ ๐—ถ๐—น ๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ฎ ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ถ๐—ผฬ€ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฒฬ€ ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ป๐—ผ ๐—ฒฬ€ ๐˜€๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—น๐˜‚๐—ป๐—ด๐—ผ ๐—ฒ ๐—พ๐˜‚๐—ถ๐—ป๐—ฑ๐—ถ ๐—ถ๐—น ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—ฑ๐—ถ๐—ณ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—น๐—ฒ.”

Martin Heidegger, ๐ผ๐‘™ ๐‘ƒ๐‘Ÿ๐‘–๐‘›๐‘๐‘–๐‘๐‘–๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘”๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’.

Delle forme varie del โ€œdesiderareโ€ e del โ€œrimpiangereโ€ sono pieni gli scaffali di letteratura e quelli di psicologia.

Tirando le somme di tutte quelle bellissime et interessantissime pagine la conclusione รจ piรน o meno sempre quella:

๐—ฆ๐—ถ ๐—ฑ๐—ฒ๐˜€๐—ถ๐—ฑ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ถ๐—ผฬ€ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฒฬ€,
๐—ฆ๐—ถ ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ฝ๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ด๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ๐—ผฬ€ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฒฬ€ ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€.

Piรน che due forme verbali, Heidegger indicherebbe che questi sono due esistenziali, ovvero, due modi di stare al mondo, di relazionarsi al presente. In veritร , due modi di fuggire il presente.

Non รจ vigliaccheria questa nรฉ ingratitudine nei confronti del creatoโ€ฆ รจ puro mind-design: software mentale innato, ๐—ฏ๐—น๐˜‚๐—ฒ๐—ฝ๐—ฟ๐—ถ๐—ป๐˜ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฝ๐˜€๐—ถ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ.

La mente, quando lasciata a se stessa, si muove sempre verso due direzioni (che in realtร  sono i due sensi di marcia di una pista circolare): il passato e il futuro.

Ciรฒ che รจ vicino รจ ciรฒ che ci รจ prossimo; รจ sempre e giร  ciรฒ che ci circonda: le persone di casa, la strada che porta in ufficio, il barista che ci serve il caffรจโ€ฆ
Il nostro rapporto con ciรฒ che ci รจ subito-giร -davanti รจ spesso di assenza mentale: sono lรฌ ma sono altrove. Il presente, quello che i filosofi chiamano la realtร  fattuale, sembra quasi un impiccio e un intralcio nei confronti di un vago laggiรน dove ๐—น๐—ฎ ๐—บ๐—ถ๐—ฎ ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐˜ƒ๐˜‚๐—ผ๐—น๐—ฒ ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ผ ๐˜ƒ๐˜‚๐—ผ๐—น๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฟ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ.

Ambire, desiderare, rimpiangere, nostalgizzare (sรฌ lo so, questo lโ€™ho inventato ioโ€ฆ) sono inevitabili – e spesso meravigliosi – schemi mentali per i quali siamo programmati e che sarebbe puerile e un poco ignorante provare a cambiare.

Ci sono perรฒ quei momenti in cui la coscienza di sรฉ (non quella della religione, ma la awareness), si rigira su stessa, il brusio mentale rallenta ed io mi accorgo del mondo-lร -di-fronte. Ecco allora che lโ€™ovvio, il fisicamente-presente-adesso-intorno-a-me mi riempie i sensi ed entra nella mia percezione riempiendola di presente e svuotandola di tutto il resto. ๐—ฆ๐—ผ๐—ป๐—ผ ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ถ๐—บ๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ โ€œ๐˜€๐˜๐—ฎ๐—ป๐—ฑ-๐—ฏ๐˜†โ€ dalla fuga perenne e inconsapevole verso ciรฒ che ancora non รจ o non รจ piรน.

Io non credo nella grande Illuminazione che invade il fortunato mistico lasciandolo in uno stato di estasi continuaโ€ฆ preferisco credere in tante piccole illuminazioni quotidianeโ€ฆbrevi attimi dove accendo la lampadina al LED che ho in testa riuscendo a rende ciรฒ che รจ ovvio, un poโ€™ meno ottuso.

Lorenzo

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