Io e dialogo interno

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“Non si può ricordare qualche cosa a cui non si è pensato e di cui non si è parlato con se stessi.”

Hannah Arendt

– Dove abiti?

– A Livorno, in via…

– Sì, ma l’“io” che sei, dove abita?

– Aspetta, cerco su Google Maps… Macché…

“Io” abita all’interno di uno spazio non geo-localizzato.

In un interstizio tra i sentimenti che prova, le emozioni che prova e la propria coscienza. In una specie di controsoffitto, in un soppalco ricavato all’interno della mente dove questi sentimenti e queste emozioni avvengono.

Questo spazio non è silenzioso, anzi… 

C’è sempre una radio accesa sintonizzata sulla solita stazione a frequenze medie (a volte basse): il mio dialogo interno. Un soliloquio continuo che accompagna la nostra esistenza fino all’ultimo secondo.

Il dialogo interno è il risultato finale di una serie di processi mentali che arrivano alla coscienza sotto forma di contenuto soggettivo. Questo dialogo è in grandissima parte composto grazie ad una serie di criteri che sono nati nella mia mente durante il mio passato: nel corso della mia infanzia e della mia adolescenza a causa delle scelte che ho fatto, delle esperienze che ho vissuto, e dell’ambiente in cui sono cresciuto.

Il mio dialogo interno si compone di conversazioni, di linguaggio e quindi di significati. L’insieme di questi significati, una volta che affiorano alla coscienza, mi danno quelle tonalità emotive all’interno delle quali io passo le mie giornate quindi ad esempio gioia, amore, paura, ansia, serenità, sentimento di insoddisfazione o frustrazione. 

Perché non è nel mondo che io trovo la bellezza, non è nel mondo là fuori che io trovo la simpatia, la felicità, l’amore. Per dirla diversamente, il mondo è pieno di realtà, di materia…ma intrinsecamente vuoto di sentimenti, opinioni, valori e umori.

Un grande amore, ad esempio, nasce e muore nella testa di chi lo vive: i sentimenti sono come la musica… ci sono fin tanto che uno strumento (psiche) li suona. il dialogo interno, attraverso il quale guardiamo il mondo, è la chiave di lettura di tutta la nostra vita emotiva.

La vita della mente nasce e muore all’interno del cervello e capire come si genera, come si alimenta e come si spegne, permette di viverla in modo più intenso, più consapevole e quindi più libero.

– Ma c’è una app?

– Per cosa?

– Per programmare il dialogo interno, con playlist da scaricare, contenuti premium e tutto il resto?

– Ma come…così perderesti il libero arbitrio, l’unicità della tua esperienza soggettiva, la tua vera essenza di uomo, tutto il tuo “Io”!

– Eh? Io Chi?

– Tu…

– Io che?

– Macché…

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