Immagine e comportamento

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“Il comportamento è uno specchio in cui ognuno rivela la propria immagine”.

J. W. Goethe

Nella lunga schiera degli “Dei falsi e bugiardi” (direbbe Dante) si annida insidiosa la seducente illusione che fare-quello-che-mi-sento sia sinonimo di autenticità e quindi di piena espressione del sé.

Smarrito, inquieto e mediamente rincoglionito in un mondo che da decenni, con sistematica insistenza, gli ripete che inseguire le proprie emozioni sia la via verso il benessere e la felicità, l’uomo di superficie confonde il Sé con l’Io e baratta l’autenticità con la spontaneità.

Tra tutte le sirene di Ulisse, la voce più seducente è quella che sussurra al pover’uomo:

“tu che cosa vuoi veramente? Che cosa desideri con tutto il cuore?”.

E lui (l’uomo di superficie, non Ulisse) stanco e frastornato, dopo anni di tentativi falliti, ancora una volta si concentra, si “guarda dentro”, visualizza, sogna ad occhi aperti e dice:

“adesso lo so! Voglio una donna un po’ più bella dell’ultima e un po’ meno intelligente della penultima; voglio un lavoro meglio pagato dell’ultimo ma che mi dia più libertà del penultimo; voglio una macchina più grossa e un corpo più in forma; voglio più soldi dell’anno scorso ma meno fatica…”

E la Sirena sorridendo risponde: “Bravo, adesso che sai chi sei perché senti dentro quello che vuoi veramente, buttati all’inseguimento di ciò che non hai, corri ad agguantare e conquistare tutto ciò che non sei, va… agitati, combatti, consuma; usa persone e relazioni, perché il mondo è tuo! 

E non darti pena d’altro che del tuo sentire e delle tue emozioni perché quella è la tua essenza, tu sei ciò che vuoi!”

Rinfrancato adesso d’aver finalmente agguantato il senso del suo esistere, pieno di ragioni, di sofisticate e razionalissime giustificazioni che gli spiegano come mai questa volta il giro nella ruota sarà diverso e più proficuo, inebriato da tutti i “perché” che trasformano le sue sconfitte passate in sfortunatissime sventure, l’uomo-criceto è pronto per un’ altra corsa.

E mentre monta nella ruota, fiero della sua nuova meta e col petto gonfio di speranza, non si accorge che alla bella Sirena sono spuntati i baffi, la coda, gli zoccoli e le corna… ride a squarcia gola e pensa:

“Pobero uomo-criceto che continui a cercare dentro di te, tra il subbuglio delle tue passioni, quel sentore di autentico valore che solamente assapori quando l’io si acquieta e tu ritorni, con sguardo mesto e affettuoso verso ogni tuo difetto… ad alleviare le sofferenze altrui.”… che forse si è autentici quanto più le nostre azioni esprimono nel mondo i nostri valori…non quanto più facciamo quello vogliamo…

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