Futuro e presente

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“Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima di essere accaduto”.

(Rainer Maria Rilke)

Non c’è futuro senza responsabilità.

Di tanto in tanto sarebbe utile ricordare che il futuro è un’invenzione della psiche umana. La realtà si compone solo nel presente. Il passato e l’avvenire sono rispettivamente ricordi (pensieri di cose già accadute) o atti di immaginazione.

Dire che il futuro è un’invenzione della psiche non vuol dire che non esiste: vuol dire semplicemente che non ha la stessa natura di un tavolo o di una sedia: non è reale.

Chiarito questo importante aspetto sull’essenza del futuro, sarebbe anche interessante chiedersi: qual è l’utilità di tale invenzione? Perché noi mortali non sappiamo vivere senza l’idea di un domani?

Con tutto il rispetto per il Maestro Yoda e gli altri Jedi di Guerre Stellari, se uno ci fa caso, il consiglio “vivi nel presente” è utile quanto dire a un fumatore che la sigaretta fa male.

Mi spiego: il fatto che la nostra esistenza si compie all’interno di un orizzonte temporale finito (Memento mori: ricordati che devi morire), e la consapevolezza che abbiamo di tale destino determina la nostra percezione della temporalità suddivisa in passato, presente e futuro.

Il futuro quindi è un’invenzione compresa nel kit di base della specie umana: 

neo-corteccia/coscienza/Io/temporalità/linguaggio.

Viviamo sempre all’interno di un domani. Leopardi docet: la vera festa è l’attesa della domenica… intorno alle 18.00 infatti la domenica sa già di lunedì.

Il futuro che mi creo, che mi invento, che mi disegno funge quindi da contesto per il mio presente. L’avvenire che mi aspetta, o alla realizzazione del quale scelgo di dedicarmi determina il sapore, il colore e la qualità del mio presente.

Modellare il proprio presente ad immagine di un avvenire (progetto) a cui si è scelto di dedicarsi significa realizzare il futuro (il verbo lo spiega: rendere reale). Il futuro non si attualizza mai domani, il futuro o viene espresso nel presente o rimane un sogno. I sogni sono belli ma sempre sogni sono.

Per poter godere del futuro che ho scelto di darmi nel presente ho bisogno di prendere in mano tutta la responsabilità della mia esistenza. Senza questo piccolo atto esistenziale, il mio futuro viene dipinto dai pennelli di altri: un sistema economico, pressioni ambientali, influenze familiari etc etc.

Chi non ha sufficiente desiderio di ritenersi responsabile della propria esistenza (per lo meno quella mentale, interiore…) non ha futuro. Il presente gli resta, il passato non glielo toglie nessuno, ma per scrivere il futuro ha finito l’inchiostro.

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